Europa e Conference League: il Bologna incanta l’Olimpico. La Fiorentina gela la Polonia. Rossoblù e Viola ai quarti
Sette gol a Roma, un brivido lungo novantasette minuti in Polonia. Il giovedì di coppa rimescola le gerarchie e premia il coraggio di chi ha saputo osare. Mentre il Bologna di Italiano espugna la Capitale in un supplementare infinito, spezzando i sogni di rimonta giallorossa, la Fiorentina di Vanoli conferma la sua stirpe europea artigliando i quarti di Conference con un finale da film. Per i rossoblù e la Viola il viaggio continua: l’Inghilterra è all’orizzonte, ma il sapore di queste vittorie resta tutto italiano.
Europa League: il Bologna danza tra le fiamme dell’Olimpico e vola ai Quarti
Il calcio dà, il calcio toglie. All’Olimpico va in scena il paradosso più crudele: la Roma cade nel giardino dove aveva sognato la rinascita, trafitta da un Bologna che gioca con la sfrontatezza della gioventù e la freddezza dei grandi. Una sinfonia di reti chiusa dall’acuto di Cambiaghi. In una notte di Europa League che ha consumato cuori e polmoni, i rossoblù di Italiano strappano il pass per i quarti di finale, abbattendo la resistenza giallorossa per 4-3 dopo 120 minuti di pura apnea agonistica.
Il prato dell’Olimpico, lo stesso che dieci mesi fa li incoronò re di Coppa Italia, si conferma il giardino dei sogni felsinei. La cronaca è un battito accelerato: Rowe apre le danze, Ndicka risponde di testa, poi il rigore di Bernardeschi e l’artiglio di Castro sembrano scavare un solco incolmabile sul 3-1. Ma la Roma di Gasperini, ferita e orgogliosa, rifiuta la resa. Malen accorcia dal dischetto e Pellegrini, con un destro a giro che accarezza l’aria prima di baciare la rete, firma il miracolo del 3-3.
L’inerzia sembrava volgere al tramonto per il Bologna, ma il destino attendeva il minuto 111. In un ribaltamento di fronte che sa di sentenza, Cambiaghi riceve l’invito di Dallinga e fulmina Svilar sul primo palo. È il colpo del k.o. Il Bologna vola verso l’Inghilterra: ad attenderli c’è la storia, c’è l’Aston Villa. Per la Roma, resta il sapore amaro di una crisi che si fa voragine.

Rinascimento Viola: Pongracic firma il miracolo di Czestochowa
Mentre a Roma si consumava la tragedia, in Polonia la Fiorentina ribadisce la sua legge: non importa quanto sia buia la notte, i Viola trovano sempre il modo di scorgere l’alba. Contro il Raków, la Viola di Vanoli ha dimostrato che non serve dominare il tempo, ma abitarne ogni secondo.
Sotto di un gol dopo il lampo di Struski, i toscani non hanno smarrito la bussola. Hanno pazientato, sofferto, e poi colpito. Piccoli ha ristabilito l’equilibrio con la fame del predatore, portando la sfida verso un finale da brividi. Ma è al 97′, nell’ultimo respiro di una battaglia di fango e nervi, che accade l’incredibile: con il portiere polacco proiettato in avanti in un disperato tentativo di gloria, Pongracic recupera palla e dalla distanza siderale del centrocampo scaglia una parabola che attraversa il cielo e muore nella porta sguarnita.
2-1. Un replay esatto dell’andata. La Fiorentina centra i quarti di Conference League per il quarto anno consecutivo: una costanza che profuma di nobiltà europea. Ora, sulla strada verso la gloria, appare l’ostacolo londinese del Crystal Palace.
Due rimonte, due passaggi del turno, due sogni che si fanno strada tra le grandi d’Europa
