Campobasso-Spezia l’8 dicembre alle 16:00: una scelta che penalizza società e tifosi (o è solo la solita protesta?)
Ora c’è il timbro dell’ufficialità: il Campobasso affronterà lo Spezia nel quarto di finale della competizione martedì 8 dicembre, con fischio d’inizio programmato alle ore 16:00. La sfida secca, che assegna un pass di altissimo valore per le semifinali, ha finalmente la sua collocazione definitiva in calendario. Una notizia attesa con trepidazione dall’ambiente rossoblù ma che, nel giro di poche ore, ha sollevato la consueta scia di perplessità e discussioni tra tifosi e addetti ai lavori.
Al centro del dibattito c’è la scelta della fascia oraria. Per molti, trattare un quarto di finale a eliminazione diretta come un appuntamento pomeridiano significa rinunciare a priori al fascino del prime time serale, a quell’atmosfera elettrizzante creata dai riflettori accesi che da sempre scandisce i grandi appuntamenti da dentro o fuori. La critica principale riguarda il potenziale del “tutto esaurito”, che secondo alcuni rischierebbe di essere smorzato senza la suggestione della notturna.
Tuttavia, ad analizzare la questione a mente fredda, la protesta rischia di cadere in un evidente paradosso. Qualora la partita fosse stata programmata in serata a dicembre inoltrato, le lamentele si sarebbero puntualmente concentrate sulle temperature rigide e sul freddo pungente, da sempre primo ostacolo allo stadio soprattutto per bambini e anziani.
Programmare la gara alle 16:00 di un giorno festivo come l’Immacolata rappresenta invece il compromesso ideale: garantisce massima affluenza a chi è libero dal lavoro, sfrutta le ore meno rigide della giornata a tutela di famiglie, piccoli tifosi e persone più anziane, e permette a tutti di rientrare a casa ad un orario comodo. La sensazione è che l’orario perfetto non esista e che, tra il desiderio di una notturna scenografica e le reali esigenze di praticità e comfort del pubblico, la tentazione della polemica finisca spesso per avere la meglio sul buon senso.
