Campobasso-Perugia, la prova del nove: numeri, trappole tattiche e il peso del ‘Molinari’. Intanto il Vicepresidente torna in Molise

CAMPOBASSO – Più di una semplice partita di campionato. Lo scontro diretto tra Campobasso e Perugia, valido per la 10ª giornata del Girone B di Serie C (fischio d’inizio ore 12:30), assume i contorni di una vera e propria cartina tornasole per le ambizioni stagionali delle due piazze. Divise da un solo punto in graduatoria — 13 punti e 7° posto per il Grifo, 12 punti e 9° posto per i Lupi — le due compagini arrivano all’appuntamento con la necessità stringente di voltare pagina dopo gli scivoloni dell’ultimo turno (3-1 subito dai molisani a Ravenna, 0-2 interno degli umbri contro il Vado).
A dare un’ulteriore carica all’ambiente rossoblù in vista del match è il ritorno in Molise del vicepresidente Nicola Cirrincione, giunto dagli Stati Uniti per un soggiorno di due settimane. La sua presenza in città – inaugurata subito con una visita al campo di allenamento per salutare la squadra, lo staff e la dirigenza (Figliomeni e Praticò) – ribadisce la filosofia della società: un progetto proiettato verso il futuro oltreoceano ma con un legame viscerale, quotidiano e diretto con il territorio. “È un bambino che cresciamo da sei anni insieme a Matt [Rizzetta]”, ha ricordato il vicepresidente, sottolineando un percorso di crescita condiviso che oggi cerca la spinta giusta anche sulle tribune del ‘Molinari’.
Il rebus difensivo: due reparti sotto esame
Il dato statistico che più accomuna Campobasso e Perugia è la fragilità difensiva: 14 reti subite in 9 gare per entrambe. Se per il Perugia il problema si è acuito con una cronica indisciplina tattica e nervosa (3 espulsioni nelle ultime 6 uscite), per il Campobasso si tratta di ritrovare quell’equilibrio tra i reparti compromesso dall’emergenza infortuni (con i lunghi degenti Gargiulo e Capoferri ancora ai box). Ridurre al minimo i cali di concentrazione nei primi 15 minuti di gioco sarà la prima chiave di volta del match.
L’arma Stoppa e la forza del reparto avanzato
A bilanciare le incertezze arretrate dei rossoblù c’è un dato offensivo d’élite: 13 gol realizzati, che fanno dell’attacco molisano il quarto più prolifico del girone. Il punto di riferimento resta un Matteo Stoppa in stato di grazia, capace di spaccare le partite tra le linee sia in fase di rifinitura che di finalizzazione. Se il Campobasso riuscirà a verticalizzare rapidamente sfruttando gli spazi lasciati liberi da un Perugia incline al nervosismo e alle sbavature in transizione, i pericoli per la porta biancorossa potrebbero moltiplicarsi.
La panchina e il fattore ‘Molinari’
L’incontro porta con sé anche un forte valore simbolico e gestionale:
- Ultimo turno di squalifica per mister Devis Mangia: Il tecnico assisterà ancora una volta al match dalla tribuna prima di riprendersi ufficialmente la guida a bordocampo. La gestione dei cambi e della lettura in corsa sarà determinante.
- Il tabù casalingo: Il successo interno manca al “Molinari” da due mesi. La spinta del pubblico dell’Arena, unita alla vicinanza del vicepresidente Nicola Cirrincione (presente in città per rinnovare il cordone ombelicale tra la proprietà italo-americana e l’ambiente), rappresenta la carica emotiva necessaria per invertire la rotta.
La chiave tattica
Chi saprà gestire i ritmi ed evitare l’isteria agonistica nei momenti di pressione avrà un vantaggio enorme. Il Perugia farà leva sull’orgoglio per riscattare il KO interno, ma se il Campobasso manterrà le distanze corte e sfrutterà la verve dei suoi uomini migliori davanti, i tre punti potrebbero finalmente riaprire le porte dell’alta classifica.
