Union Brescia, ratificato l’accordo con la FIGC: ammenda per il club e sanzioni ai dirigenti

La FIGC ha reso noto di aver ratificato gli accordi stipulati ai sensi dell’articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva (patteggiamento) relativi al procedimento nei confronti dell’Union Brescia e dei suoi vertici societari. Il caso, contrassegnato dal numero di registro 10 pf 26-27 presso la Procura Federale, si chiude così sul piano formale con un’ammenda a carico della società e una serie di sanzioni per i dirigenti coinvolti.
Le decisioni e le sanzioni
Nel dettaglio, l’accordo siglato con il consenso della Procura Federale — e sul quale il Commissario Straordinario non ha formulato osservazioni — prevede una sanzione pecuniaria per la società pari a 7.500 euro.
Per quanto riguarda i quadri dirigenziali:
- Vigilio Bidasio ha concordato un’inibizione di 3 mesi e 15 giorni;
- Andrea Bignotti e Paolo Gheza sconteranno 3 mesi di inibizione ciascuno;
- Per il presidente Giovanni Pasini la sanzione originaria di 30 giorni di inibizione è stata convertita, su richiesta dello stesso interessato, in un’ammenda pecuniaria di 1.500 euro.
I motivi del procedimento: ritardi documentali
Le contestazioni mosse dalla Procura Federale riguardano il mancato rispetto dei termini nella trasmissione della documentazione richiesta dalla COS (Commissione Operazioni Societarie) relativa ai requisiti di onorabilità e solidità finanziaria in due ben distinte operazioni sulla struttura proprietaria e sul capitale sociale del club:
- Il trasferimento di quote del 23 settembre 2025: Operazione con cui la partecipazione nell’Union Brescia è passata da VI.BI. Elettrorecuperi S.r.l. alla nuova entità VI.BI. Company S.r.l.
- L’aumento di capitale del 2 ottobre 2025: Attraverso il quale Feralpi Farm S.r.l. ha acquisito un pacchetto pari all’11,74% del capitale sociale della società lombarda.
In entrambi i casi, la documentazione richiesta per attestare solidità e requisiti non è giunta entro le tempistiche federali previste. Al presidente Giovanni Pasini è stata contestata nello specifico l’omessa vigilanza su tali adempimenti, legata sia al suo ruolo di legale rappresentante dell’Union Brescia sia alla posizione ricoperta all’interno di Feralpi Farm.
Con la ratifica dell’accordo ex art. 126 CGS la vicenda si avvia alla conclusione senza ulteriori strascichi sul piano agonistico per la squadra.
