F1 | Abu Dhabi 2025 – McLaren domina il venerdì: Norris imprendibile, Verstappen attaccato. Piastri blocca

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di Carolina Barneri

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Lo scenario del Yas Marina accende l’ultimo round del Mondiale 2025 con un venerdì che profuma già di resa dei conti. Le prove libere dicono McLaren davanti a tutti, dicono Lando Norris in totale controllo, ma soprattutto raccontano un equilibrio che si spezza e si ricompone a ogni run, in un duello che ha il ritmo delle annate epiche.

FP1 – Mezzo schieramento in modalità “rookie day”, ma Lando svetta lo stesso

La FP1 di Abu Dhabi non delude mai: metà griglia occupata da volti nuovi, rotazioni obbligate, valori sballati, riferimenti ballerini. Eppure, dentro il caos, c’è un padrone: Lando Norris.
McLaren gli mette sotto una vettura già in palla nelle prime mezz’ore, e lui la sfrutta alla perfezione, stampando un tempo che nessuno — nemmeno Verstappen — riesce a ritoccare.

Tra i titolari impegnati spiccano Hadjar e Bearman, ormai perfettamente inseriti nei rispettivi team e in grado di orientarsi con autorità tra i traffici del turno. I giovani “di giornata”, comunque, non sfigurano: Arthur Leclerc, Lindblad e compagni si prendono minuti preziosi su una pista che perdona poco e racconta molto.

FP2 – Norris doppia conferma, Verstappen studia

Quando il sole lascia spazio ai riflettori e Yas Marina assume il suo vero volto, ecco la verità tecnica.
McLaren si ripresenta in pista con un assetto preciso, stabile in appoggio, potentissimo nell’ultimo settore. Norris è ancora il più veloce: trovato subito il feeling, rifila tre decimi pieni al rivale di sempre.

Max Verstappen, però, non dà mai la sensazione di aver davvero tirato. Il giro buono arriva, sì, ma resta sporco in due punti nevralgici, con una RB che non sembra ancora al limite del potenziale. L’aria è quella del leone che sonnecchia prima dell’assalto.

Ottima anche la Mercedes di Russell, che sul passo potrebbe essere la mina vagante della serata.
E poi c’è lui, Ollie Bearman: aggressivo, pulito, chirurgico nelle correzioni. Porta la Haas a ridosso della top-5 con una maturità che fa dimenticare l’età.

Bene anche Isack Hadjar, finalmente costante, finalmente incisivo: per la Racing Bulls non sarà un weekend anonimo.

Piastri, la nota stonata della McLaren

Mentre Norris vola, Oscar Piastri si incarta.
Rientra in FP2 dopo aver lasciato la FP1 a O’Ward, e il feeling non arriva mai.
Un bloccaggio pesante a curva 6 rovina il tentativo migliore, gli altri giri mostrano una MCL38 più nervosa del previsto. Risultato: anonima metà classifica, troppo lontano dalla vetta per dormire sonni tranquilli.

In un Mondiale così tirato, ogni dettaglio pesa come un macigno. E Piastri, oggi, ha regalato agli avversari una mezza giornata d’oro.

Mondiale in apnea: tre piloti, un titolo, un solo filo che può spezzarsi

Il paddock trattiene il fiato: la lotta iridata è entrata nella fase in cui non c’è più spazio per la logica.
Tre piloti, tre psicologie, tre modi di guardare al titolo.

Lando Norris guida il mondiale. Ha addosso la leggerezza dei momenti perfetti: guida morbido, pulito, implacabile. Sa che questa è la sua occasione, forse l’occasione della carriera.

Max Verstappen è l’opposto: una lama che vibra sotto tensione. Questa Red Bull non è più il bulldozer degli anni d’oro, ma lui ha imparato a vincere anche quando non ne ha abbastanza.
Non sorride, non parla, non mostra nulla. Ma ogni meccanico del box lo sa: quando Max si chiude così, è perché sta preparando la mossa.

E poi c’è Oscar Piastri, l’equilibrio che traballa.
Veloce, velocissimo, ma ancora esposto a quel tipo di pressione che Norris e Verstappen ormai maneggiano come un’arma.
Ha talento da vendere, ma Abu Dhabi gli ha mostrato il volto più crudele del titolo: basta un venerdì storto per sembrarti improvvisamente distante anni luce.

Domani c’è la qualifica, dopodomani il verdetto.
Tre uomini, tre storie, una sola corona.

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