Roma-Stoccarda 2-0: Pisilli, il viaggio e la maturità. Gasperini vede gli ottavi
La Roma batte lo Stoccarda 2-0 all’Olimpico e conquista la quinta vittoria nel girone di Europa League, avvicinando la qualificazione diretta agli ottavi. Protagonista Niccolò Pisilli, autore di una doppietta che certifica la sua crescita e quella della squadra di Gasperini. Nonostante il turnover in vista del Milan, i giallorossi mostrano maturità e qualità di gioco, soffrendo solo a tratti e trovando in Svilar un altro punto di forza. La Roma sale al sesto posto e potrà chiudere il discorso qualificazione ad Atene contro il Panathinaikos.
C’è un filo sottile che unisce Nizza all’Olimpico. Un filo fatto di errori, rimproveri, chilometri macinati in silenzio e crescita lenta, quasi ostinata. Su quel filo ha camminato Niccolò Pisilli, passo dopo passo, fino a trasformarlo in una strada luminosa sotto i riflettori dell’Europa.
Quattro mesi fa, sulla Costa Azzurra, era stato un rigore regalato, un’ingenuità da ragazzo catapultato troppo in fretta nel calcio grande. «Qui siamo in Europa, bisogna crescere», gli disse Gasperini. Europa come banco di prova, Europa come scuola severa. E ieri sera, contro lo Stoccarda, sempre Europa, Pisilli ha risposto con due colpi che raccontano più di mille parole: il primo, un destro che accarezza l’incrocio, è poesia pura; il secondo, nel recupero, è prosa concreta, la firma definitiva su una partita da squadra matura.
La Roma vince 2-0, conquista la quinta vittoria nel girone e si avvicina agli ottavi senza passare dai playoff. Ma il risultato, da solo, non basta a spiegare la sensazione che resta addosso uscendo dall’Olimpico: quella di una squadra che ha imparato a conoscersi, a non tremare, a sapere quando soffrire e quando colpire. «Abbiamo più consapevolezza», aveva detto Gasperini. Era una promessa, mantenuta.
E pensare che questa Roma era una Roma “B”, costruita con il pensiero già rivolto al Milan: fuori Mancini, Ndicka, Cristante, Wesley, Dybala. Eppure il gioco non ha perso ritmo né identità. Merito di un allenatore che ha insegnato ai suoi a riconoscersi anche quando cambiano i volti.
Lo Stoccarda parte meglio, con Leweling a sfrecciare sulla destra e a seminare dubbi. La Roma balla un quarto d’ora, poi trova equilibrio. In mezzo al campo Koné cuce e strappa, abbassa il baricentro e ribalta il fronte. Soulé spreca, poi si riscatta: l’esterno sinistro che manda Pisilli verso la porta è un invito impossibile da rifiutare. Ed è 1-0.
Nella ripresa il copione resta lo stesso: tedeschi con il pallone, giallorossi con le idee. Svilar alza il muro quando serve, leggendo il pericolo prima ancora che diventi paura. Gasperini inserisce i titolari, come a chiudere un cerchio: Mancini, Ndicka, Cristante, un Dybala che sembra finalmente leggero, dentro il corpo e dentro la testa. Ed è proprio da lì che nasce il raddoppio, ancora Pisilli, ancora Europa.
Sesto posto in classifica, Atene all’orizzonte, gli ottavi che non sono più un sogno ma una possibilità concreta. E quel ragazzo che a Nizza aveva sbagliato, oggi sorride sotto la Curva Sud. Tanta strada, sì. Ma fatta tutta nel modo giusto. Ora Gasperini può voltarsi un attimo indietro, annuire, e poi guardare avanti. L’Europa, per la Roma, non è più un esame: è una lingua che finalmente sa parlare.
