SPORT ZONE NEWS CAFE’ – con Alessia Manocchio 28/08/2025

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Serie A | Al via la 2ª giornata: Milan cerca riscatto a Lecce, occhi puntati su Pisa-Roma dopo 34 anni

La seconda giornata di Serie A 2025/26 si apre domani con due anticipi: Cremonese-Sassuolo alle 18:30 e Lecce-Milan alle 20:45. Riflettori puntati sui rossoneri di Allegri, chiamati a reagire dopo il pesante ko interno all’esordio, mentre il Lecce cerca conferme dopo il pari strappato a Genova.

Sabato sarà il turno del Bologna di Italiano, che ospita un lanciatissimo Como, mentre al Tardini il Parma sfida l’Atalanta di Juric, con entrambe le squadre alla ricerca del primo successo stagionale. Alle 20:45 due sfide di cartello: il Napoli campione d’Italia ospita il Cagliari al Maradona, mentre l’Arena Garibaldi torna a respirare la Serie A dopo 34 anni con Pisa-Roma, match dal sapore storico.

Domenica si parte alle 18:30 con Genoa-Juventus, scontro tra la solidità difensiva dei rossoblù di Vieira e una Juve vincente ma ancora alle prese con il caso Vlahovic. In contemporanea, Torino-Fiorentina vede i granata di Baroni tentare un immediato riscatto dopo il pesante 5-0 incassato a San Siro.

Chiusura domenicale alle 20:45 con l’Inter di Chivu che ospita l’Udinese, mentre Lazio-Verona all’Olimpico, in programma lunedì sera, calerà il sipario su questo secondo turno.

Le nostre analisi partita per partita

Cremonese – Sassuolo, venerdì 29 agosto, ore 18:30

Allo Zini è sfida tra entusiasmo e riscatto

Dopo due anni d’attesa, lo Stadio Giovanni Zini riapre le porte alla Serie A. A inaugurare il ritorno nel massimo campionato sarà una sfida dal doppio volto: da una parte la Cremonese, galvanizzata dalla storica vittoria a San Siro contro il Milan; dall’altra il Sassuolo, chiamato a reagire dopo il pesante ko interno con il Napoli.

Per i grigiorossi, l’aria è frizzante: oltre 7.700 abbonati, città in fermento e una squadra che sembra aver già interiorizzato il marchio di fabbrica di Davide Nicola. Ordine, sacrificio e cinismo: così è arrivato il colpo contro i rossoneri, firmato Baschirotto e Bonazzoli, e così si punta a dare continuità davanti al proprio pubblico.

Il Sassuolo arriva invece a Cremona con l’obbligo di voltare pagina. Il tonfo al Mapei Stadium ha lasciato il segno, e mister Fabio Grosso è al lavoro per registrare una retroguardia fragile e un attacco ancora in cerca di certezze. La trasferta lombarda rappresenta già un piccolo crocevia stagionale: servono punti, ma anche fiducia. In palio, oltre alla classifica, c’è molto di più: autostima, consapevolezza e stabilità, tre elementi fondamentali in una fase di rodaggio come quella di fine agosto. A Cremona si respira entusiasmo, ma il Sassuolo ha tutto per rovinare la festa. Baschirotto ruba la scena anche come goleador, Zerbin firma assist da copertina e Bonazzoli si conferma “rapinatore d’area”. L’organizzazione difensiva tiene, e il morale è alle stelle. Se il buongiorno si vede dal mattino, questa Cremonese ha tutte le carte per divertirsi – e regalare qualche altra sorpresa a chi, magari, la dava già per spacciata.

Dall’altra parte, il Sassuolo si presenta allo Zini con più dubbi che certezze. Il debutto stagionale non ha convinto: il 2-0 incassato in casa dal Napoli ha messo in evidenza le fragilità di una squadra ancora alla ricerca di identità, soprattutto nella fase offensiva e in quella difensiva. Mister Fabio Grosso ha provato a ricostruire la fiducia puntando sul lavoro tattico: attenzione al possesso palla e ai movimenti senza palla, ma il feeling tra i reparti sembra ancora lontano. In attacco, il Sassuolo aspetta il ritorno del miglior Domenico Berardi, ancora a secco e apparso lontano dalla forma migliore. Qualche spunto incoraggiante arriva dai nuovi innesti, in particolare da Vranckx, tra i più brillanti nel precampionato. Ma l’addio di Ruan Tressoldi pesa, e il reparto arretrato non ha ancora trovato il giusto equilibrio. A confermarlo è un dato su tutti: zero clean sheet nelle uscite ufficiali finora.

Lecce – Milan, venerdì 29 agosto, ore 20:45

Dopo un buon avvio di stagione tra Coppa Italia e campionato, il Lecce di Eusebio Di Francesco si prepara ad affrontare la prima vera big del suo cammino: al Via del Mare arriva un Milan affamato di punti e già con l’obbligo di rispondere dopo il tonfo dell’esordio.

I giallorossi, dopo aver eliminato la Juve Stabia nel primo turno di Coppa, hanno strappato un buon pareggio sul campo del Genoa. Un punto prezioso, anche se il dato sugli zero tiri in porta nella sfida del Ferraris evidenzia una fase offensiva ancora da rodare.

Di fronte ci sarà un Milan chiamato al pronto riscatto. L’esordio stagionale in campionato è stato shockante: 1-2 in casa contro la Cremonese, risultato che ha vanificato il precedente successo in Coppa Italia contro il Bari. Per la squadra di Massimiliano Allegri, i tre punti in Salento sono già fondamentali – per classifica e morale.

Dal 2011 a oggi, Lecce e Milan si sono affrontate 10 volte in Serie A: il bilancio sorride nettamente ai rossoneri, 7 vittorie e 3 pareggi, senza sconfitte. L’ultimo successo del Lecce in casa contro il Diavolo risale al lontano 2006. Lo scorso anno, due sfide spettacolari e ricche di gol: 3-0 per il Milan a San Siro, 3-2 per i rossoneri al Via del Mare. Anche tra i due tecnici, il bilancio pende decisamente dalla parte di Allegri. In 14 incroci ufficiali tra l’allenatore toscano e Di Francesco, il bottino è di 10 vittorie per Allegri, 2 pareggi e solo 2 sconfitte.

Bologna-Como, sabato 30 agosto, ore 18:30

Umori opposti al Dall’Ara, Italiano cerca la svolta contro l’extracarica Fabregas

Allo Stadio Dall’Ara va in scena una sfida tra due squadre agli antipodi per forma e fiducia. Il Bologna di Vincenzo Italiano, reduce dalla sconfitta di misura all’Olimpico contro la Roma (1-0), è chiamato a reagire dopo un periodo tutt’altro che brillante: per i rossoblù si tratta della quarta sconfitta consecutiva considerando anche la scorsa stagione, e la vittoria manca da sei turni. L’ultimo successo in campionato risale al 20 aprile, con l’1-0 casalingo contro l’Inter.

Situazione completamente diversa in casa Como, che ha aperto la stagione con un convincente 2-0 sulla Lazio al Sinigaglia, dando seguito al successo per 3-1 sul Sudtirol in Coppa Italia. La squadra guidata da Cesc Fabregas è in piena ascesa: sette vittorie nelle ultime nove gare ufficiali, con un solo pari e una sconfitta, a conferma di una crescita costante e di una mentalità vincente già ben radicata.

Al Bologna serve una scossa per evitare un inizio di campionato in salita e restituire fiducia a un ambiente già scosso. Il Como, invece, si presenta al Dall’Ara con entusiasmo e certezze: è una neopromossa solo sulla carta.

Parma-Atalanta, sabato 30 agosto, ore 18:30

Al Tardini sfida tra ambizioni e dubbi, Juric cerca il primo successo

Il cambio in panchina tra Gasperini e Juric ha segnato l’inizio di un nuovo ciclo per l’Atalanta, ma il debutto stagionale non è stato all’altezza delle aspettative: solo un 1-1 interno contro il neopromosso Pisa, dopo tre amichevoli estive senza vittorie. Ecco perché la trasferta di Parma si carica già di significato: servono punti e certezze per dare slancio alla nuova era nerazzurra.

Anche il Parma è reduce da un avvio complicato: al debutto ha incassato un secco 2-0 allo Stadium contro la Juventus, al termine di una gara in cui ha subito ben 25 tiri totali, 8 dei quali nello specchio. La squadra di Cuesta, però, ha mostrato buone trame offensive e vorrà sfruttare il fattore campo per cancellare lo zero in classifica.

Negli ultimi dieci confronti dal 2015 in avanti (9 ufficiali e 1 amichevole), l’Atalanta domina nei numeri: 7 vittorie, a fronte di un solo successo del Parma e un pareggio. Curiosamente, nella scorsa stagione le due squadre si sono imposte fuori casa: 3-1 Atalanta al Tardini, 3-2 Parma a Bergamo, a conferma di una sfida spesso aperta e imprevedibile. Sul fronte offensivo, entrambe le formazioni hanno creato molto alla prima giornata ma con poca concretezza: 21 conclusioni per l’Atalanta, solo un gol; il Parma ha fatto più fatica, ma proverà ad alzare il baricentro davanti ai propri tifosi.

Primo incrocio tra Juric e Cuesta

Inedita la sfida in panchina tra Ivan Juric e Sergio Cuesta, entrambi alla prima stagione nelle rispettive squadre. Un confronto tra idee di gioco diverse ma con un comune obiettivo: portare a casa i primi tre punti della stagione e iniziare davvero il proprio cammino in Serie A.

Napoli-Cagliari, sabato 30 agosto, ore 20:45

Al Maradona i campioni d’Italia cercano continuità, isolani a caccia dell’impresa

Dopo il convincente 2-0 rifilato al Sassuolo all’esordio, il Napoli campione in carica si presenta al Maradona con la voglia di proseguire nel solco tracciato da Antonio Conte. La squadra partenopea è reduce da una lunga striscia positiva: 13 risultati utili consecutivi tra campionato e fine della scorsa stagione, con 8 vittorie e 5 pareggi. Davanti al pubblico di casa, gli azzurri sono imbattuti da oltre otto mesi: l’ultima sconfitta risale all’8 dicembre, da allora 8 successi e 3 pareggi.

Dall’altra parte un Cagliari che ha mosso i primi passi con un incoraggiante pari in extremis contro la Fiorentina, ma che resta alla ricerca di continuità. La squadra guidata da Fabio Pisacane, confermato dopo la salvezza targata Ranieri, ha vinto una sola gara nelle ultime cinque di Serie A (1V, 1N, 3P) e continua a faticare lontano dalla Sardegna: una vittoria nelle ultime 10 trasferte, con sei sconfitte e tre pareggi a completare il poco brillante ruolino esterno.

C’è anche un precedente recentissimo che pesa: proprio al Maradona, nell’ultimo confronto diretto, arrivò il 2-0 per il Napoli che consegnò matematicamente lo Scudetto agli azzurri. Il pronostico pende nettamente verso i padroni di casa, ma il Cagliari – seppur sfavorito – ha già dimostrato di poter lottare fino all’ultimo. Servirà però molto di più per strappare punti nella bolgia di Fuorigrotta.

Pisa-Roma, sabato 30 agosto, ore 20:45

Festa all’Arena Garibaldi dopo 34 anni, ma arriva una Roma già solida

L’Arena Garibaldi si prepara a vivere una serata storica: dopo 34 anni di assenza, il Pisa torna a giocare una gara casalinga in Serie A, e lo farà contro un avversario di prestigio come la Roma. L’entusiasmo in città è palpabile, alimentato dal buon avvio di stagione: i nerazzurri hanno eliminato il Cesena ai rigori in Coppa Italia e hanno strappato un sorprendente pareggio a Bergamo nella prima giornata contro l’Atalanta.

Esordio positivo anche per la nuova Roma di Gian Piero Gasperini, che ha iniziato il suo cammino con un convincente 1-0 sul Bologna. Il lavoro per dare un’impronta personale alla squadra è appena cominciato, ma i primi segnali sono incoraggianti. L’organizzazione, già evidente nella gara d’esordio, sarà ora messa alla prova in un contesto carico di emozioni.

Pisa e Roma si sono affrontate solo due volte in Serie A, nella stagione 1991/92. Curiosamente, in entrambi i casi fu smentito il fattore campo: vittoria del Pisa per 2-0 all’Olimpico, successo giallorosso per 1-0 all’Arena Garibaldi. Una piccola storia da riscrivere. Contro l’Atalanta, il Pisa ha tenuto solo il 34% di possesso palla, producendo 0,64 expected goals: numeri bassi, ma utili a strappare un punto pesante. La Roma, invece, ha mostrato maggiore incisività: 57% di possesso, 14 tiri totali, di cui 4 nello specchio, nella vittoria sul Bologna.

Sfida anche in panchina tra due ex attaccanti: Alberto Gilardino e Gian Piero Gasperini si sono affrontati da allenatori in tre occasioni, e finora il tecnico giallorosso è sempre uscito vincitore.

Il Pisa punta a cavalcare l’entusiasmo per scrivere un’altra pagina speciale della sua storia. Ma contro questa Roma cinica e solida, servirà una prestazione perfetta.

Genoa-Juventus, domenica 31 agosto, 18:30

al Ferraris difesa di ferro contro una Juve già rodata

Il Genoa di Patrick Vieira si prepara al terzo match consecutivo al Ferraris, forte di una solidità difensiva che ha già lasciato il segno in questo avvio di stagione. I rossoblù, infatti, non hanno ancora subito gol: 3-0 al Vicenza in Coppa Italia e 0-0 contro il Lecce in campionato. Un approccio compatto e pragmatico, nel segno della continuità con il finale della scorsa stagione.

Dall’altra parte una Juventus solida e già efficace. Il nuovo corso targato Igor Tudor è iniziato con il piede giusto: 2-0 al Parma all’esordio in campionato, prestazione autoritaria e quarto successo consecutivo contando anche le amichevoli estive. Sullo sfondo, resta il “caso Vlahovic”, ma il centravanti serbo – e tutta la squadra – non sembrano minimamente distratti dalle voci di mercato.

Negli ultimi cinque anni Genoa e Juventus si sono affrontate 10 volte (9 in campionato, 1 in Coppa Italia). Il bilancio pende nettamente a favore dei bianconeri: 6 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. Nella scorsa stagione, doppio successo della Juve: 3-0 al Marassi, 1-0 allo Stadium.

Il Genoa ha mostrato grande solidità difensiva, ma ha comunque concesso 7 calci d’angolo al Lecce nell’ultima gara. La Juventus, invece, ha impressionato per volume e qualità: 64% di possesso palla, 25 tiri totali, di cui 8 nello specchio, nel match contro il Parma. Numeri che fotografano una squadra in pieno controllo.

In panchina si rinnova il duello tra Vieira e Tudor, al secondo incrocio in carriera. Il primo, lo scorso marzo, vide prevalere il tecnico croato, che guidava già la Juventus.

Il Ferraris promette scintille: il Genoa vuole continuare a blindare la porta, la Juventus vuole confermare la propria candidatura al vertice. In palio, più di tre punti: c’è da testare la solidità delle ambizioni.

Torino-Fiorentina, domenica 31 agosto, 18:30

Sfida tra deluse al Grande Torino, Baroni e Pioli già alla prova del nove

Il Torino torna in campo con la voglia di dimenticare il pesantissimo 5-0 subito a San Siro contro l’Inter nel Monday Night della prima giornata. Un esordio da incubo per Marco Baroni, che ha vissuto il peggior battesimo possibile in Serie A sulla panchina granata, dopo il promettente 1-0 in Coppa Italia contro il Modena. La disfatta ha riacceso le polemiche attorno al club, con una tifoseria già irritata da un mercato estivo giudicato poco ambizioso.

Dall’altra parte, anche la Fiorentina ha iniziato con il piede sbagliato. In vantaggio a Cagliari grazie a un gol di Mandragora, i viola si sono fatti raggiungere nel recupero, gettando alle ortiche due punti già in tasca. Un pareggio che ha lasciato amaro in bocca a Stefano Pioli, tornato sulla panchina viola a distanza di sette anni dalla sua prima esperienza in riva all’Arno. Il passo indietro rispetto al brillante 3-0 contro il Polissya nell’andata del playoff di Conference League è stato evidente.

Entrambe le squadre arrivano alla sfida del Grande Torino con il bisogno urgente di risposte: Baroni per evitare che la frustrazione diventi già crisi, Pioli per ritrovare la compattezza di una Fiorentina che vuole puntare in alto. In palio, più dei tre punti: c’è da ritrovare fiducia e credibilità.

Inter-Udinese, domenica 31 agosto, 20:45

Chivu cerca conferme, Runjaic l’identità

L’Inter targata Cristian Chivu ha bagnato il debutto in campionato con una prova di forza travolgente: 5-0 al Torino, risultato che non lascia spazio a dubbi sulla superiorità nerazzurra al Meazza. Prestazione quasi perfetta per la rinnovata — ma non rivoluzionata — formazione interista, che ha messo in mostra una brillantezza offensiva notevole e una compattezza difensiva che ha annullato ogni velleità granata.

Per Chivu, alla prima esperienza in panchina in Serie A, un avvio da incorniciare che ha già fatto breccia nel cuore dei tifosi. La sfida contro l’Udinese, però, rappresenta un test di maturità importante per capire se l’Inter può davvero candidarsi a protagonista sin da subito.

Diverso l’umore in casa Udinese, dove il confermato Kosta Runjaic ha raccolto solo un 1-1 interno contro il Verona di Paolo Zanetti. Un pareggio che non fa scattare allarmi, ma che lascia spazio a qualche riflessione, soprattutto in termini di ritmo e qualità di gioco. Servirà un cambio di passo per affrontare una squadra in fiducia come l’Inter.

Lazio-Verona, domenica 31 agosto, 20:45

Biancocelesti favoriti all’Olimpico, i precedenti sorridono a Sarri

I biancocelesti arrivano all’appuntamento con un rendimento altalenante, ma con prestazioni incoraggianti nei match più abbordabili: vittorie contro Empoli, Genoa e Bodø/Glimt ne testimoniano la capacità di capitalizzare contro avversari meno attrezzati. I numeri parlano chiaro: 1.3 gol segnati di media nelle ultime 10 partite e un totale di 2.5 gol complessivi a partita, segno di una squadra propositiva, specie in casa.

Ma è soprattutto il bilancio degli scontri diretti a pesare sull’analisi: ultimo confronto terminato 3-0 per la Lazio a gennaio 2025, e prima ancora successi come 2-1 e 1-0 sempre all’Olimpico. L’unico passo falso recente? Il celebre 4-1 del Bentegodi nell’ottobre 2021, episodio isolato in una lunga striscia positiva.

L’Hellas Verona si presenta con un’identità più prudente: la squadra di Paolo Zanetti ha mostrato un atteggiamento cauto e una media gol segnati di appena 0.7 a gara nelle ultime 10. Nonostante una certa solidità difensiva, il ritmo di gioco basso e la fatica nel trovare la via del gol rappresentano un limite evidente, soprattutto in trasferta.

Alla luce delle statistiche e dei precedenti, la Lazio parte nettamente favorita. La maggiore qualità offensiva, il rendimento interno e lo storico degli scontri diretti pongono la squadra di Sarri in una posizione di vantaggio. Occhio però… Il Verona è squadra che non muore mai e potrebbe provare a spezzare il ritmo dei biancocelesti con un gioco fisico e attendista. Ma per il momento, i numeri raccontano una storia ben precisa: quella di una Lazio padrona all’Olimpico.

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