SPORT ZONE NEWS CAFE’ – con Alessia Manocchio 22/1/2026

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Archiviati gli impegni infrasettimanali di Champions e Europa League, si tornerà in campo domani per dare il via alla 22ª giornata di Serie A

Inter – Pisa – Venerdì 23 gennaio ore 20:45

Si parte dalla vetta. L’Inter, capolista con 49 punti, miglior attacco del campionato e una solidità ormai strutturale, apre il turno contro un Pisa che naviga nelle acque basse della classifica. I nerazzurri arrivano dal successo di misura a Udine, segnale di una squadra che sa vincere anche senza brillare. Il Pisa, penultimo a quota 14, ha però mostrato segnali di resistenza strappando un pareggio interno all’Atalanta. È la classica sfida tra controllo e necessità: l’Inter detta il ritmo, i toscani cercano sopravvivenza.

Como – Torino – Sabato 24 gennaio ore 15:00

Il sabato si apre con una delle storie più affascinanti della stagione. Il Como è sesto con 37 punti, numeri da Europa e una differenza reti che racconta equilibrio e coraggio. Il Torino, fermo a 23 punti, vive invece una stagione di galleggiamento, con una difesa fragile e poche certezze offensive. Qui il fattore campo e l’organizzazione dei lombardi diventano elementi chiave, soprattutto nei primi minuti.

Fiorentina – Cagliari – Sabato 24 gennaio ore 18:00

Due squadre che arrivano da risultati sorprendenti. La Fiorentina, terzultima a 17 punti, ha ritrovato fiducia espugnando Bologna; il Cagliari, quindicesimo a 22, ha colpito la Juventus in casa. Il Franchi diventa un banco di prova emotivo: i viola cercano continuità per risalire, i sardi devono dimostrare che l’impresa dell’ultimo turno non è stata episodica.

Lecce – Lazio – Sabato 24 gennaio ore 20:45

Il sabato si chiude con una sfida asimmetrica. Il Lecce, penultimo blocco salvezza a 17 punti, ha mostrato compattezza anche a San Siro, perdendo di misura. La Lazio, nona a 28, alterna prestazioni brillanti a passaggi a vuoto, ma resta una squadra con qualità diffusa. Gara che può decidersi nei dettagli, soprattutto nell’approccio iniziale.

Sassuolo – Cremonese – Domenica 25 gennaio ore 12:30

La domenica si apre con due squadre appaiate a 23 punti. Sassuolo e Cremonese condividono una stagione dignitosa ma segnata da fragilità difensive. È una partita da equilibrio, dove il risultato resta in bilico a lungo e ogni errore può diventare decisivo.

Atalanta – Parma – Domenica 25 gennaio ore 15:00

La Dea, settima a 32 punti, cerca riscatto dopo il pareggio di Pisa. Produce gioco, ma fatica a capitalizzare. Il Parma, tredicesimo a 23, arriva da un pari contro il Genoa e continua a costruire la sua salvezza su ordine e pragmatismo. Qui il ritmo dell’Atalanta può fare la differenza, ma solo se accompagnato da concretezza.

Genoa – Bologna – Domenica 25 gennaio ore 15:00

Sfida delicata nella zona medio-bassa. Il Genoa è sedicesimo a 20 punti e deve guardarsi alle spalle; il Bologna, ottavo a 30, rischia di perdere contatto con l’Europa. Entrambe hanno bisogno di una risposta immediata e il primo tempo potrebbe già indirizzare l’inerzia del match.

Juventus – Napoli – Domenica 25 gennaio ore 18:00

Il big match del turno. La Juventus, quinta a 39 punti, arriva dal passo falso di Cagliari che pesa sulla corsa Champions. Il Napoli, terzo a 43, continua a inseguire le prime posizioni con regolarità. Nessuna delle due può permettersi di aspettare: è una gara di tensione alta, dove il valore tecnico incontra l’urgenza di classifica.

Roma – Milan – Domenica 25 gennaio ore 20:45

L’Olimpico ospita uno snodo cruciale. Il Milan è secondo con 46 punti, la Roma quarta a 42. I giallorossi vantano la miglior difesa del campionato, i rossoneri una continuità quasi chirurgica. È una partita di sistemi, più che di individualità, dove ogni spazio va conquistato con pazienza.

Verona – Udinese – Lunedì 26 gennaio ore 20:45

La giornata si chiude in fondo alla classifica. Il Verona è ultimo a 14 punti, con la peggior differenza reti; l’Udinese, decima a 26, vive una stagione tranquilla nonostante il ko contro l’Inter. Il Bentegodi diventa un luogo di resistenza: per il Verona è una gara da non perdere, per l’Udinese un test di solidità lontano da casa.

Così, seguendo il tempo del calendario, la Serie A racconta se stessa: dall’alto verso il basso, dall’ambizione alla paura. Ogni partita è un capitolo autonomo, ma tutte insieme compongono il romanzo di una stagione ancora apertissima.

La classifica

La classifica dopo ventuno giornate aggiunge profondità e prospettiva alla lettura della ventiduesima. Non è più soltanto un elenco di partite: è una trama verticale, dove ogni gara sposta equilibri, accelera rincorse o apre crepe.

In vetta c’è l’Inter, prima con 49 punti, miglior attacco del campionato (44 gol) e una solidità che si misura anche nei numeri difensivi: 17 reti subite. Il successo sofferto di Udine racconta una squadra che non domina sempre, ma che sa restare dentro le partite. Contro il Pisa, penultimo a quota 14, con una sola vittoria stagionale e 31 gol incassati, il divario è evidente. Eppure il pari dei toscani contro l’Atalanta ha ricordato che la lotta salvezza produce partite sporche, tese, dove la classifica pesa ma non decide da sola.

Alle spalle della capolista resiste il Milan con 46 punti, tre in meno, forte di una continuità che passa soprattutto dall’equilibrio (una sola sconfitta). La trasferta di Roma arriva in un momento delicato perché i giallorossi, quarti a 42 punti, hanno costruito la loro stagione su una difesa d’élite: appena 12 gol subiti, la migliore della Serie A. Roma–Milan non è solo uno scontro diretto, è un confronto tra due filosofie di controllo: una che protegge, l’altra che gestisce.

Subito sotto il podio c’è il Napoli, terzo a 43 punti, con numeri simili all’Inter per reti subite (17) ma con qualche passo falso in più. La sfida di Torino contro la Juventus diventa quindi un crocevia. I bianconeri sono quinti a 39 punti, con la sensazione di una stagione sempre sul filo: buona differenza reti (+15), ma meno continuità rispetto alle rivali dirette. Il passo falso di Cagliari pesa, soprattutto perché davanti nessuno rallenta davvero. Juventus–Napoli è una partita che non chiude discorsi, ma li può riaprire.

La sorpresa strutturata del campionato si chiama Como. Sesto con 37 punti, miglior neopromossa per rendimento e qualità di gioco, ha numeri da zona Europa: 31 gol fatti, 16 subiti. Contro un Torino fermo a 23 punti e con una delle peggiori differenze reti (-13), la partita diventa un test di maturità più che di talento. Il Como non insegue più: difende una posizione.

A metà classifica si muove un blocco compatto e instabile. Atalanta (32 punti), Bologna (30) e Lazio (28) sono racchiuse in pochi punti ma con percorsi diversi. La Dea paga gli otto pareggi e una certa discontinuità, emersa anche nel pari di Pisa. Il Bologna, ottavo, ha un attacco produttivo ma una difesa che concede troppo. La Lazio, con una differenza reti minima (+2), resta una squadra capace di alternare goleade e passaggi a vuoto. Lecce–Lazio si inserisce qui, tra ambizioni europee e necessità di non perdere contatto.

Subito sotto, il gruppo salvezza racconta un campionato nervoso. Sassuolo, Cremonese e Parma sono appaiate a 23 punti, tutte con difficoltà difensive evidenti. Sassuolo–Cremonese diventa così una partita di equilibrio più che di spettacolo, mentre Atalanta–Parma mette a confronto due squadre con obiettivi opposti ma fragilità comuni.

Più giù, la tensione aumenta. Cagliari (22), Genoa (20), Fiorentina (17) e Lecce (17) vivono una zona grigia dove ogni punto è peso specifico. La Fiorentina, nonostante la classifica, arriva da una vittoria pesante a Bologna e prova a risalire. Il Genoa deve guardarsi alle spalle, mentre il Cagliari alterna colpi inattesi a passaggi a vuoto. Genoa–Bologna e Fiorentina–Cagliari sono partite che valgono più dei tre punti in palio: valgono ossigeno.

In fondo, la lotta è aperta ma feroce. Pisa e Verona condividono quota 14. Il Verona ha la peggior differenza reti del campionato (-17), il Pisa ha pareggiato molto ma vinto pochissimo. Verona–Udinese e Inter–Pisa raccontano due modi diversi di stare nella stessa battaglia: resistere e sperare, oppure provare a colpire contro ogni pronostico.

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