Il Napoli ritrova il sorriso: travolta l’Atalanta 3-1 al Maradona

Casa, dolce casa. Talvolta basta poco per uscire da una crisi: sedersi nel proprio salotto, sentire il calore di cinquantamila tifosi e riscoprire che il mondo non è poi così brutto come raccontato. Il Napoli lo sa bene: dopo la delusione di Bologna e lo sfogo del proprio allenatore, la squadra di Conte si riprende, almeno per una notte, l’attico del Maradona con un netto 3-1 sull’Atalanta, trascinata da chi finora non aveva mai segnato: doppietta di David Neres e gol di Noa Lang, rispettivamente al termine di digiuni di 426 e 153 minuti.
Primo tempo da urlo: il Napoli domina
La partita parte a ritmi altissimi. Il Napoli torna alla difesa a tre tipica di Conte, con McTominay mediano al fianco di Lobotka, mentre Neres e Lang agiscono tra le linee a supporto di Hojlund. L’Atalanta cerca di sfondare centralmente, con Pasalic come fulcro offensivo, ma il Napoli chiude ogni spazio.
Dopo soli 16 minuti, la partita si sblocca: una genialata di Hojlund di esterno libera Neres a campo aperto, e il brasiliano insacca con facilità, cancellando quindici giorni difficili e un lungo digiuno. Il Napoli controlla il centrocampo e sfrutta al massimo le sovrapposizioni di Di Lorenzo, mentre l’Atalanta fatica a rendersi pericolosa.
Al 38’ Neres trova la doppietta: McTominay verticalizza nello spazio e il brasiliano firma il 2-0. Prima dell’intervallo, ci pensa Lang a calare il tris con un gol che conferma la superiorità azzurra e restituisce fiducia al Maradona.
Ripresa: l’Atalanta reagisce, ma non basta
All’intervallo, Palladino cambia modulo, passando a un 3-4-3 con l’ingresso di Scamacca e Kossounou, e l’Atalanta prova a rialzarsi. Al 7’ della ripresa, Scamacca accorcia le distanze sfruttando un traversone di Bellanova, mentre il Napoli deve fare i conti con problemi fisici di Hojlund e l’ingresso di Lucca al centro dell’attacco.
La squadra azzurra soffre, ma resiste: Conte ridisegna la formazione inserendo Juan Jesus, Mazzocchi, Elmas e Politano, e il Napoli conserva il vantaggio, respingendo i tentativi di rimonta di un’Atalanta sempre più spregiudicata e coraggiosa.
Conclusione: un messaggio chiaro
Il Napoli esce dal Maradona con tre punti pesanti, cuore e determinazione. Dopo 45 minuti quasi perfetti e una ripresa di sofferenza controllata, gli azzurri dimostrano di essere una squadra viva, capace di rialzarsi dalle difficoltà e di inviare un messaggio chiaro: il Napoli c’è, e sa come farsi rispettare.
